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Cessione Del Quinto Stipendio |
Il prestito tramite cessione del quinto di stipendio nasce, addirittura, nel 1861 per volontà di Re Vittorio Emanuele II per concedere dei privilegi ai dipendenti dello stato. Questo tipo di prestito si è, negli anni, diffuso per tutti i lavoratori dipendenti. Il nome Cessione del Quinto di stipendio contiene in se le caratteristiche proprie del prestito: l’importo massimo della rata non può superare il valore di 1/5 (cioè il 20%) dello stipendio mensile netto e il rimborso delle stesse avviene mediante trattenuta diretta in busta paga.
Questa modalità abbatte completamente il rischio di insolvenza volontaria imponendo come garante il datore di lavoro che, a sua volta, è obbligato ad accettare la richiesta di prestito da parte del dipendente.
La garanzia del prestito richiede esclusivamente la stabilità lavorativa: per i neoassunti, infatti, è possibile accedere alla cessione purché l’importo richiesto non sia elevato, l’azienda sia di dimensioni medio-grandi e il contratto sia a tempo indeterminato.
Proprio per questo semplice meccanismo di garanzia, la cessione del quinto permette di finanziare anche chi è etichettato come cattivo pagatore e/o protestati. Nonostante ciò il datore di lavoro non è mai responsabile del corretto pagamento del prestito.
In caso di dimissioni o licenziamento il datore di lavoro è obbligato a trattenere l’intera somma maturata (ultimo stipendio, tredicesima, ferie non godute, ecc) e versarla alla banca creditrice. |